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B

Una sera di fuoco mi ritrovai nella penombra delle glaciali frasche teutoniche.
Fu lì che la mia vita si interruppe in ogni senso, eccetto quello biologico.
Davanti a me il Demonio si presentò, al quale puntai la spada pronto a seguire il mio giuramento.
Egli mi parlò con una voce viscida e rancida. Provò a corrompere la mia anima con le sue parole.
Rimasi fermo e smontai dal mio destriero.
Il Diavolo non mi diede un secondo prima che egli dichiarasse, puntando verso il mio fedele…

"…Non sembra aver molto tempo rimasto…"

Lì è dove commessi il mio primo errore, lasciai che mi tentasse; che tentasse la mia anima e mi fece prendere dai suoi inganni.
Con rabbia nella mia voce e peccati nella mia anima assertai…

"Non osare mancare di rispetto al mio compagno! Egli rimase coraggioso al fianco di Master Volkwin! Chiunque si parasse davanti a lui non riuscì a fuggire!"

"…Eppure non sembra che il Signore lo abbia risparmiato…"

Il mostro disse con una calma irritante.
All'epoca non realizzai della trappola ed involontariamente giocai al suo gioco.
Dissi con la convizione di mille uomini…

"Tu! Dannato! Non ti permettere di infangare il santo nome del Signore!"

"…Eppure mi sembra di aver ragione… guarda i solchi dei suoi occhi, l'incessante tremolio delle sue gambe e le infinite gocce che gli scendono da dorso e capo…"

Egli rispose con puntualità disarmante.
Io non riuscii più a trattenermi, caddi a terra in ginocchio, tradendo la promessa fatta alla mia famiglia.
Mi misi ad urlare e piangere come quando vidi mio fratello cadere davanti a me in combattimento e non rialzarsi più.
Urlai a non finire, non ricordo neanche cosa, ma urlai ed urlai fino a quando non potei più urlare.
Con la gola in fiamme, gli occhi bruciati e l'anima violata, posai nuovamente gli occhi sulla figura davanti a me, aspettandomi qualche sorta di reazione.
Ma egli non sembrava scosso dal tifone di rabbia e sofferenza da poco lanciato verso la sua figura.
Egli, dopo qualche istante disse, sempre con il suo tono soffocante…

"…Comprendo… Comprendo molto bene come ti senti… Ma io, al contrario del Signore a cui tu ed i tuoi compagni avete giurato la vostra vita, io sono qui per aiutare, sono qui per aiutare te."

Qui è dove morii.

I

Non ricordo cosa successe quella notte così nebbiosa nella mia mente.
Ma il giorno seguente mi risvegliai da solo nel mezzo del nulla.
Mi risvegliai tra le bianche valli, lontano da tutto ciò a cui tenevo caro.
La mia corazza ormai ridotta a catene ed i miei stemmi violati.
Mi alzai da quel infermo innevato e osservai attorno a me in cerca di qualsiasi cosa che potesse consolare il mio spirito.
Lì lo vidi.
Il mio fedele, chioma alta al cielo e con il suo busto immacolato.
La sua anima ed i suoi marchi erano stati, anch'essi, tali come i miei, proibiti.
Ma ad allora non mi interessò, il mio spirito era assalito da gioia ed adrenalina.
Mi lanciai in uno scatto verso verso di lui, ed appena gli arrivai davanti lo strinsi a me, come se non lo avessi visto per decadi.
Salì, e comandai di andarcene da queste immacolate terre.

A

Andammo ed andammo, per ore a non finire, davanti a noi una distesa immensa di bianco ogni tanto interrotta da pini.
Con il Re del cielo oscurato da migliaia di onde alate, era difficile capire dove stavamo puntando.
Alla cieca continuammo ad andare avanti senza tregue.
Eventualmente rangiungemmo un piccolo villaggio sulla costa glaciale.
Chiesi agli abitanti dove mi trovassi, egli rispossero che mi trovavo nel villaggio maggiore di Danzig.
Al che provai ad andare ovest per tornare a casa seguendo il mare del nord.
Ma il mio tratto fu interrotto da delle figure montate.
Essi puntarono le loro lame verso di me ed ordinarono con anima nobile…

"Peccatori mai noi lasceremo liberi andare! Preparati per venir processato dal Signore!"

Per poi caricare a piena forza contro di me.
Non ebbi tempo di pensare a cosa fare.
I miei occhi diventarono neri e la mia anima venne perforata ancora una volta.
Quando il Demonio abbandonò il mio cuore, i due coraggiosi soldati erano uno con Dio.
La croce nera che portavano con se, ora resa in brandelli.
Caddi a terra ed iniziai a respirare profondamente, terrorizzato e disgustato da quel che era appena successo.
Provai a pregare, provai a chiedere perdono per le mie azioni.
Ma l'unica cosa che ricevetti, fu un immenso dolore in tutto il corpo, un bruciore tale e quale a quello sentito dai peccatori.
Mi misi a piangere per giusto un secondo prima che sentii i forti rimbombi animali.
Non volendo peccare nuovamente, ripresi il mio compagno ed alla velocità del vento ce ne andammo.
Vagai senza meta per anni, vivendo della terra e della generosità degli abitanti dell'area.
Eventualmente un sergente mi vide a cavallo e mi chiese se sapessi combattere.
Risposi con le mie imprese e che ero stato però maledetto dal Demonio in persona.
Egli, per qualche motivo, vide ciò come positivo e mi arruolò in un esercito di cui ora mai non riesco a ricollezionare il nome.
Combattei ancora una volta fianco a fianco con altri nobili soldati e ancora prima che me ne resi conto, eravamo vittoriosi.
Ricevetti delle medaglie e degli onori.
Altri soldati parlavano di come sembrasse che in combattimento nessuno riuscisse a colpirmi.
Parlavano di come io scattai da solo senza essere seguito dai miei compagni e da solo riuscii a tenere a bada almeno 20 dei nemici e ad ucciderne 8.
Al che guardai il mio corpo, illeso, senza neanche segni di sforzo.
E fu lì che tutto iniziò. Iniziai a vagare il mondo ed a combattere per chiunque avesse bisogno di un combattente d'oro.
Ricordo bene, combattei con tutti i più grandi generali dell'epoca.
Leale solo al mio compagno ed alla mia spada.
Abbandonato da Dio stesso, non mi rimaneva che combattere e vivere per me stesso.
Vidi nazioni una volta eroiche e giuste diventare come gli stessi mostri che avevano combattuto non più di un secolo prima.
Combattei a fianco del Grande Khan, del gran re teutonico, degli ussari alati nella difesa di Vienna.
E piano piano iniziai a diventare sempre più abile a non solo controllare il demone nel mio cuore, ma anche ad utilizzare la sua forza nel modo più adatto a me.
Combattei contro i solcatori del deserto per le rovine dell'impero viola, e poi combattei per suddetti contro la croce di Dio.
Fui lì quando la città dalle porte d'oro cadde alla luna crescente su sfondo di sangue.

Ed in tutto questo continuai a cercarlo, cercare il Demonio che mi aveva allontanato dalla via del Signore e mi aveva reso il mostro che ero. Volevo convincerlo o forzarlo a rilasciare la sua maledizione ed a purificare la mia anima una volta per tutte.

Vidi i miei compagni cadere quando combattei per la gloriosa unione contro i traditori separatisti.
E fui colui che causò terrore quando entrai con la mia armata dentro Rigomagus sventolando lo stendardo dell'aquila a due teste.
La stessa bandiera la cui distrussi anni addietro sotto ordine del Generale Rivoluzionario.
Combattei come rosso e come bianco quando l'imperatore della terza Roma venne assassinato nella notte.

Ma comunque lui mi continuava a sfuggire, per quanto lo avessi rincorso per tutto il mondo, dall'artico a Cape Town, dalle nuove Indie alla città del Khan, lui continuava a fuggirmi. Ma riuscivo sempre a vedere la via di distruzione e sofferenza da lui causata.

N

Tutto cambiò quando le lunghe linee fortificate iniziarono ad apparire.
Buchi nel terreno con piccoli cannoni a ripetizione collegati.
Non era un posto per un soldato come me e mi ritirai dove potessi combattere.
Pensai, data l'immensa sofferenza causata, che sarebbe stata la prima e l'ultima volta che avrei visto un tipo di guerra così deviata.
Ma ancora una volta la grande guerra arrivò.
Ora muniti di cavalli d'acciaio grandi quanto case ed enormi uccelli di ferro che lanciavano esplosivi dal cielo.
Mi ritirai una volta per tutte.

E fu solo ad allora quando lo reincontrai.
Il Demonio davanti a me si parò in una notte soffocata dal silenzio dopo la caduta delle bombe.
Di nuovo, come feci la prima volta, estrassi la mia spada, pronto a confrontare la figura.
Essa mi disse, con una voce che ancora rimbomba tutt'ora nei boschi…

"…Non hai imparato? Anche dopo quasi un millennio?"

Mi pietrificai, quasi incapace di respirare, e lo guardai nelle sue cavità.
Al che, egli aggiunse…

"…Da quando ti ho dato questa opportunità non hai ricevuto altro che benefici, sei stato adorato da tutti, hai ricevuto ogni premio che potesse venir ottenuto, hai sconfitto ogni avversario che tu abbia mai affrontato, viaggiato il mondo, imparato centinaia di lingue, incontrato le persone più potenti ed intelligenti che siano mai esistite… eppure… ti ostini ad andarmi contro, a vedermi come un tuo nemico…"

Inorridito dalle parole da lui dette, provai a brontolare una risposta, ma fui incapace di dire nulla con sostanza, al che lui mi disse…

"…Non opporti a me, se lavorassi per me potrei mostrarti chi io davvero sia, il bene che io porto al mondo; io non sono che un umile aiutante dell'umanità, io aiuto coloro che lo necessitano, rendendo la loro vita migliore…"

Non riuscii a rispondere ed assalito dai miei pensieri e dalle mie emozioni mi misi quasi a piangere sul posto, ma lui continuò…

"…Lui, il tuo … compagno … sarebbe morto quella notte e tu lo avresti seguito nella tomba, in quella notte gelida ad est. Io salvai entrambi da una crudele morte… Te lo proporrò una sola volta, quindi considera con molta cautela. Vuoi che io ti mostri la via per salvare l'umanità?"

Non ho il coraggio di raccontare cosa successe poi… ma penso sia chiaro…

Mi ritrovai poi in un villaggio in mezzo ad immense frasche di pini, davanti a me un'immensa cattedrale di colore nero si parò.
Venni accolto da una figura incappucciata di nero che indossava una benda sui suoi occhi.
Egli mi spiegò i comandamenti del posto e mi introdusse alle credenze immonde del secondo villaggio.
Per anni rimasi lì venendo indottrinato, con la mia anima che velocemente venne completamente presa dal Demonio.
La figura bendata mi insegnò a controllare i miei poteri e diventai più forte di quanto potessi mai aspettarmi.
Diventai così divoto che mi alzarono a titolo di 'Corona Argentea' ed il Demonio in persona mi fece un regalo, un mazzo di carte capaci di farmi capire tutto quello che volevo delle persone con cui stavo parlando.
Ciò andò avanti per decenni, fino a quando il maleditore non mi chiese di accettare la sua sfida più grande.
Io, ingenuo, accettai senza pensarci due volte, ormai accecato dalle sue menzogne.

C

Quella stessa notte, una volta tornato al villaggio, urlai, urlai come quella volta, così tanti anni fà.
Controllai di getto il mio corpo, ma ancora, nessun taglio o ferita, il dolore, il bruciore, la paura, erano tutte andate. Nulla rimaneva…

Lì è quando riuscii a scappare da quel oceano di bugie e ripendere controllo su me stesso.
Realizzai la follia di quel posto.
Realizzai la devozione cieca delle vittime di questo villaggio.
Realizzai la mia stessa ossessione cieca.
Realizzai che anch'io ero stato ingannato e manipolato come centinaia prima di me.

Finsi la mia morte, bruciai tutto quello che lui avrebbe potuto usare per ritrovarmi e cambiai il mio aspetto in modo che lui non mi potesse riconoscere.
Presi il mio destriero, l'unico che mi è sempre rimasto fedele, e corsi più forte del vento.
Corsi e corsi per mesi e mesi, cercando una sola figura.
Una figura che avevo sentito menzionata centinaia di volte.
Il fratello traditore, il profeta maledetto.
Quello che loro chiamavano…

Face.

Pensai che se egli era stato allontanato dal culto, era perché poteva essere capace di distruggerlo o aiutasse coloro che lo sfidarono.
Avevo solo una traccia su di lui, egli era in Europa, mascherava da persona comune e portava un pendente con sopra il simbolo del culto.

Ma mentre correvamo e correvamo dubbi iniziarono ad assalirmi.
Non conoscevo questa figura, non sapevo se sarebbe stato mio alleato, se mi avesse tradito o peggio.
Mi ripetei di non pensarci, di semplicemente correre, ma dubbi, pure tutt'ora mi affliggono.

Eventualmente uscii dalla foresta ed iniziai a cercare in giro per questa figura.
E dopo anni, riuscii finalmente a trovarlo, riuscii a trovare il posto dove risiedeva.
Le carte, quelle maledette carte che il Demonio mi aveva regalato, quelle mi dissero la via.
Tutt'ora non so cosa pensare di quest'ultime.
Ma non persi tempo, andai nella struttura dove risiedeva e parlammo…

Sono al sicuro ora, ma il fuoco è stato acceso oramai, gli ingranaggi si sono messi in moto, ed io, non sono più capace di proteggere nessuno, sono solo un vecchio, un vecchio che blatera a non finire dei suoi errori e dei suoi rimorsi…

Se qualcuno mai leggerà questo testo…

Il Diavolo ti contatterà quando sei debole e spaventato.
Il Diavolo ti parlerà in modo dolce.
Il Diavolo ti proverà a rassicurare.
Il Diavolo ti aiuterà.
Il Diavolo ti darà tutto quello che possa mai volere.
Il Diavolo ti dirà sempre la verità.
I Diavoli sono 3.
Ed i 3 colori del Diavolo sono rosso, nero e…

O
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