CEA-113 - "Alpinite"
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Gestione:



CEA e procedure:


Procedure di contenimento:

Tutti i cristalli di CEA-113 che vengano trovati devono essere portati al magazzino della Sede Saturno e messi in uno degli scatoloni isotermici1 che si trovano a sinistra appena entrate, nell'attesa che i lavori per costruire un sito di stoccaggio apposito alla Sede Plutone siano finiti.

Al momento di stesura di questo articolo, abbiamo nel magazzino della Sede Saturno ben 12kg di cristalli.


Procedure in caso di CE:

Non servono procedure in caso di CE.


Descrizione fisica ed informazioni:

CEA-113, denominata dai nostri esperti Luminite Alpina - recentemente ribattezzata Alpinite per semplicità - è un tipo di cristallo presente nel sottosuolo delle Alpi. Sono estremamente fragili e basta anche solo scuoterli troppo forte per riuscire a romperli.

Abbiamo fatto degli esami della composizione chimica, e si è scoperto che i cristalli sono principalmente composti da quarzo (SiO2). Nonostante la composizione identica al comune quarzo, il peso specifico di questo particolare tipo è più alto delle altre varianti, e si aggira intorno ai 3,08 g/cm3.

La temperatura dei cristalli sembra rimanere costantemente a circa 265,75 K (-7,4°C), infatti per il loro maneggiamento è obbligatorio indossare dei guanti protettivi.


Abilità anomale:

I cristalli di Alpinite hanno l'abilità di illuminarsi autonomamente di luce propria. Non si sa come sia possibile, ma secondo l'ipotesi più gettonata, i cristalli convertono il calore intorno a loro in energia luminosa2.

L'intensità della luce emanata dai cristalli varia in base alla temperatura dell'ambiente in cui si trovano. Se esso si riscalda, il cristallo emetterà più luce e con più intensità; in compenso, la temperatura dell'ambiente inizierà a diminuire lentamente, fino a raggiungere una temperatura tra i -3°C ed i -5°C, dove i cristalli smettono di illuminarsi e l'ambiente smette di raffreddarsi3.

Se si continua a riscaldare i cristalli, essi si illumineranno sempre di più, fino a raggiungere intorno ai 2000 K (circa 1700°C) dove essi fonderanno, e smetteranno di avere l'abilità di produrre luce finché non torneranno allo stato solido.

L'intensità della luce varia anche in base alla grandezza4 del cristallo, rendendo meno efficaci i cristalli più piccoli. Per calcolare l'energia luminosa si potrebbe utilizzare la formula dell'energia termica:

$Q = m \cdot c \cdot \Delta T$

m = Massa del cristallo
c = Calore specifico del cristallo (circa 700 J/kg·°C)
ΔT = Differenza di temperatura, per calcolarla fate "temperatura dell'ambiente" - 265,75 K (oppure -7,4°C)

Per quanto finora questa formula abbia funzionato, non sappiamo se i numeri sono precisi al 100% quindi prendete quest'affermazione con le pinze5.


Aggiunte:


Addendum Ritrovamento 113-A:

I primi cristalli di Alpinite sono stati trovati in una delle caverne adiacenti alla Sede Saturno, durante i lavori di ricostruzione di quest'ultima. In uno degli scavi, si è aperto un varco per una caverna particolarmente fredda e leggermente illuminata da cristalli di CEA-113.

Un gruppo di ricercatori decise di esplorare autonomamente la grotta e recuperarono gran parte dei cristalli presenti, per poi portarli in laboratorio per delle maggiori analisi.

Per quanto i ricercatori abbiano fatto un ottimo lavoro nel prendere i cristalli, per via della pericolosità di girare nelle grotte, è stato vietato di entrare in altre grotte a tutti i membri del personale tranne coloro addetti alla costruzione ed alcuni ricercatori o agenti, appassionati di speleologia e bravi in materia, incaricati di recuperare o segnalare i cristalli di CEA-113.

In ogni caso, anche se per ora gli unici ritrovamenti sono intorno alla Sede Saturno, non è da escludere che l'intero sottosuolo alpino possa avere altre istanze di CEA-113. Prima o poi richiederemo scavi anche alla Sede Andromeda per confermare questa ipotesi.


Addendum Nota 113-B:

Prima di tutto vorrei ringraziare i colleghi che, da quando abbiamo trovato per la prima volta CEA-113 ben 3 mesi fa, hanno ottenuto più informazioni possibili su di esso (veramente, per come siamo messi ora a fondi e strumenti meriterebbero un premio per lavorare in questo stato). Detto ciò, ora che sono stata assegnata a CEA-113, mi sono messa a pensare a diverse utilità che potrebbe avere.

La prima idea, che è anche la più ovvia, è usare i cristalli per l'illuminazione; solo che visto la fragilità è estremamente difficile oggetti maneggevoli come ad esempio delle torce. Si potrebbero usare per fare le luci da soffitto, ma prima bisognerebbe accertarsi che siano più convenienti delle comuni lampade a LED.

Un altro utilizzo, più realizzabile in realtà, potrebbe essere quello di condizionatore; se riusciamo a controllare quanto i cristalli raffreddino l'aria intorno a loro, si possono usare per rinfrescare i siti nelle stagioni più calde e risparmiare molto in sistemi di raffreddamento. Oppure se serve un ambiente poco sotto gli 0°C i cristalli sono un'ottima soluzione.

In ogni caso, serviranno maggiori ricerche, ma gli troveremo un'utilità.

- Dr.ssa Amei


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