Gestione:
CEA e procedure:
Procedure di contenimento:
CEA-117-1 è attualmente custodito all'interno di una cella standard presso la Sede Plutone. L'accesso all'anomalia è consentito esclusivamente al personale autorizzato dal Dr. Kiste.
Procedure in caso di CE:
L'anomalia non richiede procedure particolari in caso di CE.
È sufficiente prestare attenzione a non entrarvi o caderci dentro.
Descrizione fisica ed informazioni:
CEA-117-1 consiste in una bara funeraria di colore nero corvino, permanentemente aperta.
Le dimensioni e la forma sono uguali a quelle di una bara standard.
Il materiale sembra essere un legno pregiato, probabilmente mogano o noce. Al tatto, l'esterno della bara è liscio privo di qualsiasi imperfezione.
La superficie esterna assorbe quasi completamente la luce incidente, rendendo difficile la percezione dei contorni della bara.
Sono presenti elementi decorativi di colore avorio1.
Lungo il bordo interno dell'apertura corre una sottile linea bianca continua. Sei chiodi ornamentali dello stesso colore sono disposti simmetricamente sui lati esterni. Sul lato interno del coperchio è inciso un diagramma raffigurante le fasi lunari, disposte in sequenza.
Le incisioni delle fasi di calante e crescente risultano danneggiate: la superficie è graffiata, abrasa e in parte asportata, rendendo la sequenza incompleta. Le fasi iniziali di novilunio, primo quarto e plenilunio, invece, sono in perfetto stato.
Il coperchio non può essere chiuso. Qualsiasi tentativo di abbassarlo genera una resistenza fisica chiaramente percepibile.
L'interno della bara è completamente occupato da un letto di Tagete2, disposti in modo uniforme fino a riempire l'intero volume della bara.
I fiori all'interno della bara hanno un odore molto percepibile, descritto come familiare, simile all'odore di "casa".
Tutti gli esemplari di Tagete si trovano nello stadio di bocciolo. Da quando CEA-117-1 è in possesso della CEA, non è mai stata osservata alcuna fioritura. I boccioli mantengono costantemente una tensione visibile, come se la fioritura fosse imminente.
Durante alcune osservazioni, è stato notato che i fiori sembrano aumentare, ma senza mai fuoriuscire dalla bara.
Dagli esperimenti effettuati, quando un soggetto si sdraia all'interno di CEA-117-1, questo si chiude all'istante. Nel giro di pochi minuti, si riapre: il soggetto al suo interno scompare.
Nessun suono viene emesso dall'interno di 117-1 durante questo processo. Inoltre, registratori e telecamere si sono rivelati inefficaci, poiché sembrano non funzionare all'interno della bara.
Abilità anomale:
Nota
Oltre a quanto precedentemente descritto, CEA-117-1 non sembra possedere altre abilità note. Pertanto, la seguente sezione tratterà delle abilità osservate durante lo scontro con CEA-117-2.
CEA-117-2 ha dimostrato una notevole resistenza fisica alle armi da fuoco, riuscendo a sostenere molteplici raffiche di colpi. Inoltre, ha mostrato una lieve capacità rigenerativa e una forza sovrumana, dimostrata dalla capacità di scaraventare più individui con un solo braccio.
L'entità ha manifestato principalmente due abilità offensive durante il combattimento.
- L'anomalia estende il suo braccio destro superiore e dalla bara esce una fitta raffica di fiori che avvolge completamente il suo obiettivo; esso cade a terra senza emettere alcun suono e "muore".
- 117-2 smuove velocemente i rami alle sue spalle e sparge rapidamente polline intorno a sé; questo polline ha dimostrato di disorientare la visione di chi lo respira, inoltre da quanto riportato sembra avere un odore dolciastro.
Aggiunte:
Addendum 117-A: Ritrovamento
CEA-117-2 fu ritrovato da un gruppo di guardie, allertate da urla provenienti dalla foresta al di fuori della sede Plutone. Gli agenti trovarono CEA-117-2 mentre teneva un agente per il collo e contemporaneamente trascinava 117-1 verso di sé. Le guardie aprirono immediatamente fuoco su 117-2, che mollò la presa sull'agente. Da quel momento ebbe inizio uno scontro che durò diverse ore.
Il combattimento si concluse quando la UAM "Hell Bringers" fu chiamata come supporto contro 117-2, poiché il Dipartimento di Sicurezza Interna non riusciva a contrastarlo. Durante l'intervento, dopo aver subito danni fisici estremi, l'entità cadde in ginocchio e all'indietro dentro la bara, la quale si chiuse all'istante, per poi riaprirsi subito dopo, senza però la presenza dell'anomalia.
Successivamente, 117-1 venne recuperata e portata all'interno della struttura.
Addendum 117-B: CEA-117-2
CEA-117-2 era un umanoide, snello, con arti estremamente lunghi e una postura leggermente piegata.
Sotto le braccia principali, spuntavano altre due braccia più sottili, collegate a CEA-117-1 tramite catene metalliche che partivano dagli avambracci e terminavano agganciate alle estremità della bara.La pelle visibile sul collo e sulle mani era pallida, tendente al grigio.
La testa di CEA-117-2 era completamente avvolta da una fitta massa di Tagete sbocciate. I fiori sembravano crescere direttamente dalla pelle, seguendo la curvatura del cranio e della faccia.
Si presume che l'intero corpo di 117-2 fosse ricoperto dalle stesse masse di fiori, sebbene in dimensioni più ridotte, poiché le stesse identiche masse presenti sulla testa erano visibili sul braccio superiore destro, e in quantità ridotte sugli alti arti.
Dalla schiena spuntavano diversi rami neri di lunghezza variabile, all'incirca tra i 2 e i 3 metri. Anche i rami erano ricoperti di Tagete, che però perdevano polline a ogni movimento.
Indossava abiti tradizionali orientali: una veste interna color avorio, stretta in vita da una fascia, e un sopraabito esterno grigio, le cui maniche lasciavano intravedere le braccia extra e i fiori che si intrecciavano. Ai piedi portava un paio di sandali, con fasciature bianche che avvolgevano le caviglie.
Addendum 117-C: Cadaveri
I corpi rinvenuti dopo l'abbattimento di 117-2 presentano diverse caratteristiche peculiari. Innanzitutto, non vi è alcuna ferita: i corpi sono perfettamente integri.
Un'altra caratteristica e la presenza di piccoli fiori bianchi, che iniziano a crescere estremamente velocemente sulla pelle dei deceduti. Inoltre, i cadaveri sembrano "continuare a respirare", pur in assenza di qualsiasi battito cardiaco percepibile.
Per il momento, i corpi sono stati affidati alla RMA3 per ulteriori analisi.
Addendum 117-D: Strana sensazione
Durante lo scontro con CEA-117-2, coloro che sono sopravvisuti hanno riferito che esso sembrava "guardarli" con "pietà". Non so esattamente come l'anomalia riuscisse a "vedere", ma non dispongo di altre informazioni. Sarebbe stato ottimale tentare di catturarla…
Dove si va quando si muore?
Dove vanno coloro che hanno consumato le loro forze lavorando contro l'impossibile?
Tornano alle loro case, al tepore sicuro degli affetti, al riparo d'un nido che è loro?
Ahimè, una volta varcata la soglia di questo mondo, non è più concesso all'uomo allontanarsene di sua volonta. L'unica via che gli resta è "l'appassire".
Allora coloro che sono "appassiti", hanno fatto ritorno alle loro famiglie, conseguendo finalmente ciò che avevano tanto desiderato?
Noi siamo simili a semi affidati alla terra. E appassire non è cosa lieve, come non è in potere del fiore scegliere l'ora della propria fine.
E allora, tutti coloro che sono appassiti… quale sorte li ha accolti?
Chi abbia conosciuto questo mondo sa bene che da esso non si fugge. E anche quando l'anima si consuma e il corpo cede, resta la condanna.
Vi fu un tempo in cui, in altri mondi, si narrava che dopo la morte saremmo diventati fiori bellissimi, sciolti finalmente da ogni dolore.
Ma non era che una favola, un racconto vano, buono forse a consolare gli ingenui.
Se mai dovessimo sbocciare, ci sarà data la nostra pace?
Ci sarà concesso essere felici, dopo aver mostrato al mondo i nostri petali?
Si raccontava che la Morte vagasse un tempo per sconfinati prati in fiore, raccogliendo ogni cosa senza distinzione: dai fiori più superbi alle erbacce più umili.
Finché un giorno anch'essa, divenne fiore. Non le resta ormai che offrire il suo silenzio e pregare per coloro che non potranno sbocciare, pregare per coloro che sono in questo inferno.
Un letto di Tagete giace pronto a sbocciare in qualunque istante; ma finché quell'ora non giunge, essi restano rinchiusi, incapaci di mostrare i propri colori.
Eppure i fiori sono fatti per donare bellezza. Ma in questo luogo non uno solo può sbocciare.
Null'altro rimane che l'attesa.
E in fondo, come ogni cosa ebbe un inizio, così ogni cosa avrà una fine.


