Nu, Pogodi!
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Due uomini si sedettero in compagnia su due poltrone diverse. Tra di loro, un basso comodino con sopra due tisane e mezza bustina di zucchero. Era inverno, i due uomini non si parlarono molto; ognuno distratto da cose diverse.

Il più anziano, con la barbetta di capra, si alzò per primo con l'obiettivo di metter mano in una piccola scatola abbandonata a lato della stanza. Il secondo uomo lo notò, ma fece bene a guardarsi dal commentare - era curioso come pochi, ma non gli era permesso sapere cosa ci fosse tra quelle mura di cartone.

Il primo uomo si chinò sempre più tra le cianfrusaglie - fino a impugnare una vecchia videocassetta. Con una mano la estrasse e la ispezionò, e con l'altra si sistemò le pesanti lenti sul proprio naso. Si avvicinò alla propria televisione, maneggiò il proprio videoregistratore, la iniziò a guardare di gusto.

Il secondo uomo, più riservato - ma comunque infastidito dal rumore del televisore si voltò a ascoltare cotanto disturbo al suo silenzio. Sullo schermo, su uno sfondo grigio adornato da dei decori, simili a dei fronzoli. si manifestò a sfondo musicale una scritta colorata ed animata che recitava: "Nu, pogodi! shestnadtsatyy vypusk". Incuriosito, chiese all'anziano, in lingua slovena: "Signore, non mi sembra il momento". Il che l'anziano non rispose. Rimase comodo, in silenzio, sorridendo all'aria, stirando le sue mille rughe.

Dopo qualche minuto, la musica riprodotta, ornata di violini e da una gentile voce femminile, riempì di calma e serenità la stanza. La pace ritornò, ma l'uomo, il più giovane… ancora non era soddisfatto.
L'uomo, infine, tirò fuori il coraggio e gli disse: "Signore… ho report da Lubiana…"

L'anziano si ingrugnò: si chinò verso la tv e girò la manovella per alzare il volume. Il rumore, non più così delicato, riempiva i timpani di entrambe le persone.

Il più giovane, un poco balbettante, alzò la voce e continuò: "Due… infiltrati rossi sono stati rivelati indagare in capitale. Siamo preoccupati che…" - l'uomo si fermò per un istante - "Possiamo intensificare il rumore in Polonia ma… potremmo rischiare di venir scoperti, signore."

Il più anziano etrasse dal proprio taschino interno una piccola fiaschetta, la aprì, e ne versò il contenuto all'interno della tisana. Il più giovane, un poco disgustato, osservò l'anziano ingoiarsi tutta la bevanda in un sol' fiato. Quest'ultimo, scosso dalla notizia, ritornò calmamente a guardare il televisore, apparentemente indisturbato.

Il più giovane concluse appoggiando una busta sopra il tavolino che gli divideva: "Volevano che avessi questo…", e rapidamente si incamminò fuori dalla stanza. Il pacco venne ignorato per ore. Il nostro team di traduttori ha fatto del loro meglio per decifrare cosa volesse dire la carta prima di consegnargliela…

Al suo interno vi era la testa di un bisturi dal manico piegato; e una lettera, scritta a mano, in corsivo, con inchiostro e stilo, che dettava:

"Indovina chi è stato promosso!"

L'anziano, una volta conclusa la lettura, richiuse il pacco e si rattristò. "Il mondo non può dimenticare…", disse tra sé e sé. Si incamminò verso l'uscita della stanza, con uno sguardo triste ma determinato, e chiuse la porta della stanza dietro di sé.

Sulla televisione v'era ancora riprodotto un filmato cartonesco vecchio ormai da decenni. La leprotta scappando una volta ancora dal lupo intatta, salutando al pubblico sopra il suo treno. Il lupo, sconfitto una volta ancora, gridando dolente alla sua sfuggente preda: "Nuuuu, Pogodiii!!"

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